lunedì 28 novembre 2011

L’UNIONE EUROPEA DENTRO LA CRISI


Comitato No Debito

Lo slogan “Noi il debito non lo paghiamo” pone la necessità di approfondire le questioni non semplici che questa prospettiva pone. Diverse sono state le iniziative con esperti/e, il Comitato No Debito propone un breve ciclo di seminari.

Il primo seminario su
“L’UNIONE EUROPEA DENTRO LA CRISI.
Oligarchie e mercati finanziari”

si terrà il 10 dicembre a Roma, Via Giolitti 231 (a fianco della Stazione Termini), h 10-17.

Sono stati invitati al seminario Danilo Corradi, Giorgio Gattei, Luciano Vasapollo, Vladimiro Giacchè, Maurizio Donato e Domenico Moro.
Ad essi abbiamo posto alcune questioni che riteniamo cruciali per delineare una prospettiva politica di non pagamento del debito. Esse riguardano:

  • Il rapporto tra sistema monetario e corrispettivo in valore nel sistema economico;
  • la dinamica storica del debito italiano;
  • l’analisi della distribuzione del possesso dei titoli del debito pubblico, con riferimento specifico a quelli italiani;
  • esperienze di default: dove e come;
  • il ruolo delle banche e della finanza nel capitalismo globalizzato;
  • movimenti e possibili risposte alternative alla crisi: condizioni di classe/movimenti sociali/elementi di programma alternativo;
  • quale Europa alternativa all’UE.

Contiamo di organizzare un secondo seminario a gennaio – a Milano o a Bologna – con altri/e esperti/e come Bellofiore, Fumagalli, Napoleoni.

lunedì 21 novembre 2011

RESOCONTO RIUNIONE FIRMATARI LIGURIA APPELLO "DOBBIAMO FERMARLI" - Genova, 17 novembre 2011

Si è tenuta Giovedì 17 novembre,  nei locali di Sinistra Critica genovese, la riunione dei firmatari dell'appello "Dobbiamo fermarli" . L'incontro, cui erano presenti  oltre venti dei 90 firmatari liguri dell'appello, è stato aperto da una breve relazione di Aurelio Macciò che ha ripercorso le tappe che hanno portato a questa convocazione, ribadendo l'importanza di dare un seguito anche locale a quanto avviato il 1 Ottobre con l'assemblea al teatro Ambra Jovinelli. In linea con quanto previsto a livello nazionale, sottopone ai presenti la proposta di indire un assemblea pubblica per illustrare i 5 punti della piattaforma. In particolare la questione del pagamento del debito su cui verrà lanciata una campagna nazionale che ponga la questione della necessità di un pronunciamento referendario sui diktat della Bce attraverso una petizione popolare. Naturalmente i dettagli e le modalità di tale proposta vanno ancora definiti e saranno discussi all'assemblea nazionale del 17 Dicembre . Entro tale data va dunque convocata l'assemblea ligure, cui si è proposto di invitare Giorgio Cremaschi. In questa assemblea sarà posta anche la questione della costituzione di un Comitato no debito locale per gestire ed organizzare i futuri appuntamenti. A conclusione di questo intervento iniziale viene rivolto un invito ad organizzare analoghe iniziative anche nelle altre Provincie liguri. (A tal proposito le compagne presenti di Savona comunicano che sono in via di definizione due appuntamenti nel ponente ligure).
La discussione che segue è  ampia e molto articolata con numerosi interventi.(Demartinis, Lavaggi, Martini, Casarino, Rimassa, Mannoni, Grasso, Gaggero, Marino, Vassallo, Timossi, Pardini, Gesino). Viene accettata la proposta dell'assemblea così come formulata. Emergono poi alcuni temi su cui si registra una larga condivisione. In primo luogo l'attualità e la gravità rappresentata dal nuovo governo Monti, governo delle banche nato per dare concreta attuazione alle direttive bce , che ha in programma nuovi e durissimi attacchi ai diritti dei cittadini e dei lavoratori, privatizzazioni dei beni comuni ed ulteriori sacrifici per chi ha già duramente pagato. Molti interventi sottolineano la crisi di sovranità cui assistiamo in questa fase ed esprimono anche forte preoccupazione per la tenuta democratica.
In questo senso viene sottolineato come l'appello ed i 5 punti rappresentano un occasione estremamente importante per la chiarezza dei contenuti e degli obbiettivi indicati per coagulare e contribuire a costruire, nella chiarezza, una forte opposizione sociale, oggi purtroppo assente.
Un altro tema particolarmente sentito è quello della necessità di un forte radicamento locale di questa inizativa, di una connessione con tutte quelle realtà  di lotta e di movimento attive sul territorio e di un percorso il più aperto ed inclusivo possibile. Alcuni interventi invitano alla costruzione di specifiche iniziative locali per lanciare la proposta. In questo senso vengono anche formulate  proposte concrete di iniziativa da proporre all'assemblea ligure.
Infine emerge una richiesta comune di definire con più precisione la proposta in merito alla questione del debito, aprendo anche una discussione ed un approfondimento sugli aspetti tecnici, oltrechè politici e sociali, della questione. Numerosi sono gli interventi in cui viene sollecitata la necessità di una critica radicale al ruolo dell'Europa ed  alle modalità di integrazione in atto.
A conclusione degli interventi viene dato l'incarico di preparare l'assemblea ai compagni : Aurelio Macciò, Bruno Demartinis, Claudio Martini, Roberto Pardini, Stefano Boero, Rita Lavaggi, Aldo Cardino, Maurizio Rimassa. Viene precisato che tale gruppo è aperto alla partecipazione di tutti i compagni interessati ed ha una funzione unicamente organizzativa. Il primo appuntamento è per Martedi 22 alle ore 17 presso Sinistra Critica.
La data dell'Assemblea, che si svolgerà a Genova presso la sala del CAP, verrà stabilita in un giorno compreso nella prima metà di Dicembre dopo aver sentito la disponibilità di Giorgio Cremaschi.
Viene ribadito l'invito ad organizzare incontri analoghi anche nelle altre Province liguri, con la disponibilità dei compagni genovesi a presenziare a tali incontri. Infine si ricorda a tutti la possibilità di iscriversi alla mailing list regionale. Viene dato mandato a Maurizio Rimassa di scrivere il report della riunione.

Genova, 18/11/11

martedì 15 novembre 2011

Comunicato stampa sullo sciopero TPL del 14 novembre


NON SOLO TPL
Di fronte all’ennesimo sciopero del Trasporto Pubblico Locale più che riuscito, con altissime percentuali di adesione ed un corteo a cui hanno partecipato numerosi lavoratori sia di Savona che del Ponente Ligure, che hanno atteso fino all’ultimo la delegazione che si è incontrata con il Sindaco Berruti, la CUBTrasporti , che ha contribuito a promuoverlo, esprime la propria preoccupazione per una vertenza che se non verrà allargata anche alle altre categorie, quantomeno dei servizi, insieme alla cittadinanza fruitrice dei servizi stessi, avrà ben poche possibilità di successo.
Ci chiediamo infatti perché, quando i tagli colpiscono tutti i settori dei servizi sociali, dalla sanità alla scuola all’assistenza ed al trasporto pubblico, mentre i dipendenti di quest’ultimo vengono giustamente chiamati alla lotta contro la riduzione del servizio e degli stipendi, i lavoratori delle altre categorie non vengono mobilitati e i dipendenti TPL , insieme alle proprie Organizzazioni Sindacali, restano isolati a combattere una battaglia che obiettivamente è al di sopra delle loro forze.
La legittima richiesta di una diversa politica aziendale, avanzata al Sindaco di Savona in quanto tra i maggiori azionisti, non basterà ad impedire tagli alle corse ed al personale se non si otterranno garanzie di finanziamento al trasporto pubblico almeno pari agli anni precedenti.
La riduzione dei servizi, inoltre, colpisce tutta la cittadinanza, ed in particolare le classi meno abbienti, i pensionati, gli studenti, le casalinghe, i cassaintegrati, i giovani disoccupati ed i precari, che privati del servizio pubblico nella maggior parte dei casi non hanno la possibilità di far ricorso a quello privato.
Una politica che si preoccupa più di garantire profitti alle banche che servizi ai cittadini è una politica iniqua e va combattuta chiamando a raccolta tutto il mondo del lavoro, cominciando dai dipendenti delle aziende in crisi o sottoposte a tagli, ma per essere allargata anche ai settori non ancora direttamente coinvolti ed al resto della cittadinanza.
Opporsi ai tagli è un obiettivo sacrosanto, ma per essere credibile deve essere coniugato alla lotta contro il diktat europeo e contro il rifinanziamento delle banche,  e non può che passare attraverso la mobilitazione di tutti i lavoratori.
Per la CUBTrasporti
Maurizio Loschi  

lunedì 14 novembre 2011

A tutti/le firmatari/ie di Genova e della Liguria dell’appello “Dobbiamo fermarli! Noi il debito non lo paghiamo – 5 proposte per un fronte comune contro il governo unico delle banche”

Convocazione di un primo incontro tra tutti/le firmatari/ie per provare ad organizzarci e verificare insieme le iniziative che anche sul nostro territorio sarebbe opportuno intraprendere, così come si è fatto e si sta facendo in altre città e regioni in tutta Italia.
In particolare, pensiamo alla necessità di organizzare anche a Genova un’assemblea pubblica e aperta, così come indicato nel documento conclusivo approvato nella grande assemblea che si è svolta lo scorso 1° ottobre a Roma al Teatro “Ambra Jovinelli”.
Ma di questo e di cosa altro eventualmente organizzare ne discuteremo tutt* meglio nel nostro incontro che è convocato per

giovedì 17 novembre – ore 17.00
presso la sede genovese di Sinistra Critica
via San Luca, 15/7 – 3° piano

Naturalmente, la nostra iniziativa parte dalla necessità di rompere il vincolo politico, economico e anche ideologico e culturale del “pagare il debito”, che viene considerato come un a priori assoluto, e dal fatto che noi, la più grande parte della società, ci consideriamo piuttosto tra i creditori.

Nota di Maurizio Loschi sullo sciopero del 17 Novembre

Cari Compagni,
mentre con la nomina di Monti a presidente del consiglio si apre la
porta ad una manovra che esaudirà i voleri delle banche europee senza
alcuna forma di opposizione a livello parlamentare, la risposta operaia
tarda a venire.
Solo il sindacalismo di base ha indetto uno sciopero, la cub il 17
novembre, altri il 2 dicembre, mentre quello della CGIL era previsto per
il 5 dicembre ma non si sa se sarà confermato poiché difficilmente
questa andrà contro le decisioni del pd se questi appoggerà il governo
Monti.
E' evidente che questa risposta è insufficiente e si fa fatica a capire
perchè i lavoratori si lascino derubare senza reagire, ma è di
altrettanto difficile comprensione il perchè neppure i sindacati di base
riescano a concordare uno straccio di data e percorso comune.
Ci si è provato? Chi si tira indietro? quali sono i motivi di questa
apparentemente incomprensibile distanza e divisione? Ci sono spazi per
organizzare lotte comuni e coinvolgere settori dei confederali?
Giovedì 17 novembre, in occasione dello sciopero indetto dalla CUB, ci
troveremo in ASSEMBLEA APERTA NELLA SEDE CUB DI VIA CRISPI 18 ROSSO A
SAVONA ALLE ORE 9,30 per provare a discuterne.
L'assemblea ovviamente è aperta a tutti i lavoratori interessati a
questa discussione.
Maurizio Loschi

Giovedì 17/11 sciopero generale Indetto da Cub, Cobas, Comitato Immigrati



Giovedì  17/11 sciopero generale
Indetto da Cub, Cobas, Comitato Immigrati

Il  modello di sviluppo fondato sui valori e gli interessi del capitale, sostenuto dai “sacerdoti” delle banche centrali e attuato dai governi richiede continui e crescenti costi per lavoratori, giovani e pensionati, (ultimi in ordine di tempo i licenziamenti facili, il  taglio alle pensioni e alla scuola pubblica.)

Dobbiamo riprenderci il diritto di decidere e imporre con la lotta un modello di sviluppo ecosostenibile fondato sui beni comuni, la ridistribuzione del reddito, il diritto al lavoro, alla salute, allo studio e alla casa.

Per questi obbiettivi i lavoratori tutti non devono farsi più strumentalizzare da chi è corresponsabile dell’attuale situazione e utilizza la nostra rabbia per legittimare la propria rappresentanza nei confronti di governi e padroni.

Le principali rivendicazioni della Cub:

1.      Introduzione di una patrimoniale sui grandi patrimoni.
2.      Moratoria sugli interessi sul debito; vendita del tesoro della Banca d’Italia ( 100 m.di di euro).
3.      Lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, al lavoro nero, agli infortuni ( 400 m.di di  € annui).
4.      Cancellare l’acquisto dei caccia bombardieri F 35 ( 16 miliardi) e eliminare le spese militari.
5.      Eliminare i ticket. Potenziare la sanità e la scuola pubblica, usando le risorse di quelle  private.
6.        Tagliare la spesa pubblica per le inutili grandi opere.
7.        Cancellare la norma capestro contenuta nella legge 122 /2010 che ha privato 45.000 lavoratori  del diritto alla mobilità e alla pensione.
8.      Parità di diritti per i migranti; diritto all’asilo ai rifugiati; cittadinanza per i nati in Italia permesso di soggiorno per chi perde o ha un lavoro o denuncia il lavoro in nero.
9.      Attuazione di accordi bilaterali con tutti gli stati per l’unificazione dei contributi pensionistici.

Giovedì  17 novembre Sciopero Generale
A Savona assemblea aperta nella sede di Via Crispi  18 rosso ore 9,30 per discutere insieme come allargare il fronte dei lavoratori ed unificare le lotte.