Landini lavora per ricomporre il centrosinistra. Pace fatta con il PD?
Noi no!
Davanti ad una platea identificata nominalmente, in una sala
persino "bonificata" dalle unita' cinofile delle forze dell'ordine,
sabato scorso si e' svolto a Roma l'incontro con i partiti promosso da
Landini. Abbiamo espresso sin dall'inizio molte riserve su come e' stata
mediaticamente costruita l'iniziativa, tutta giocata sul partito fiom,
fiom che minaccia di scendere in politica direttamente ecc ecc. Toni
bellicosi che, peraltro, la relazione di landini ha evitato con
attenzione. Nel disegnare il più che condivisibile devastante scenario
socio-economico e la condizione concreta dei lavoratori,Landini ha
omesso un dettaglio: il partito democratico con Bersani li' presente e'
il maggior azionista politico del governo Monti. (...)
E' l'ispiratore e il sostenitore della politica di austerita', sostiene
il pareggio di bilancio, il fiscal compact. Ha lavorato contro lo
sciopero generale, pretende l'unita' CGIL-CISL-UIL, ha difeso il modello
Marchionne (l'elenco e' interminabile) Non ha alzato un dito, se non
per votare si, sulle pensioni da lavoro cancellate dalla Fornero.
In più , nel paese e' aperta una battaglia contro l'approvazione della
controriforma Fornero che cancella l'art.18, perche' non e' stata posta
al PD come discriminante ?
Non si coglie, se non a parole, la natura di fondo della crisi e
dell'attacco durissimo posto ai lavoratori ed alle lavoratrici. Un
attacco che richiede un conflitto di pari radicalita' da parte del
sindacato.
La polarizzazione e la radicalizzazione che la fase induce e' tale che
tra il conflitto generale,prolungato, il sindacato di classe da una
parte e il sindacato corporativo subordinato alle logiche d'impresa e
governo dall'altra, non c'e' nulla.
Parimenti sul piano politico o c'e' una forza radicalmente
anticapitalista coerente e conseguente sul piano della ricostruzione
dell'opposizione sociale o c'e' il governo Monti. In mezzo non c'e'
nulla e qualsiasi cosa voglia tentare di stare in mezzo sara'
inevitabilmente trascinata o di qua' o di la'.
Qui vengono le ragioni del dissenso profondo rispetto
all'interlocuzione con il PD. Hanno ragione i lavoratori della Perini
che in assemblea hanno dichiarato che non voteranno mai più per chi
cancella l'art.18.
Dovremmo, come Fiom ,più occuparci di come organizzare il conflitto e la
rabbia contro chi, a partire dal PD, sostiene la cancellazione dello
statuto dei lavoratori più che dargli platee e convenevoli per una
legittimazione, come con la Fornero all'Alenia, di cui hanno un
disperato bisogno.
Ne' si puo' oggi pensare di consegnare alla politica di palazzo una
delega sulle questioni del lavoro,che prima di tutto dovrebbero chiamare
in causa noi, perche' non ci sara' risposta alcuna se non verra'
imposto dal conflitto un cambiamento dell'agenda della politica. Noi non
smettiamo di considerare il PD un avversario, cosi come tutte le forze
che sostengono il banchiere Monti. E' illusorio pensare che nel 2013
d'incanto il centrosinistra a guida PD, ribalti le devastazioni che
berlusconi, lo stesso centrosinistra negli anni in cui ha governato e
Monti hanno fatto sul terreno sociale.
Se Landini ha fatto pace con il Pd, noi no.
Sergio Bellavita
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