Tutte le ipotesi di politiche di austerity avanzate attraverso interviste e dichiarazioni di ministri e sottosegretari vanno contro i dipendenti pubblici e si sommano alle politiche di massacro sociale che abbiamo visto negli ultimi anni contro tutte le lavoratrici e i lavoratori. La “spending review” devasterà il lavoro pubblico e colpirà frontalmente i servizi pubblici e i cittadini.
Per
le seguenti ragioni l'Area Programmatica LA CGIL CHE VOGLIAMO in FP CGIL ribadisce
la contrarietà in merito al Protocollo d'Intesa sottoscritto anche dalla nostra
Categoria come da ordine del giorno presentato al Direttivo Nazionale di FP
CGIL dell’8 Maggio da Mario Iavazzi che, anche alla luce degli avvenimenti
successivi, conferma tutta la sua validità e correttezza. Quel Protocollo,
infatti, dà per scontato molti aspetti che oggi sono alla base delle ipotesi di
provvedimento del governo Monti, a partire dalla stessa presunta necessità di
rivedere la spesa pubblica, (“spending review” appunto) e la stessa mobilità
così come prevista da Brunetta.
Le
ipotesi in campo sono di una gravità mai vista prima:
- Risparmi di spesa dai 5 ai 15 miliardi di euro considerando il 2012-13
- Tagli al personale che vanno dal 5% al 20% dei Ministeri
- Tagli delle risorse a tutti i comparti. Per la sanità si ipotizzano tagli di 1-1,5 mld euro
- 250-300 mila esuberi a partire dagli over 60
- Mobilità per 2 anni all’80% della stipendio base (quindi dal 50 al 70% delle retribuzione a seconda del salario accessorio previsto
- Tagli agli stipendi del 5%
- Ipotesi di blocco delle 13esime per 3 anni prorogabili
- Una settimana di ferie in meno (dichiarazione sottosegretario Polillo)
- Riduzione del valore dei buoni pasto
E
chi più ne ha più ne metta. Non sappiamo quali tra queste ipotesi metteranno in
campo da subito, quali decideranno di evitare o di posticipare ma l’unica
certezza che c’è e che vogliono devastare i servizi pubblici.
E’
il momento di rompere gli indugi. Incomprensibile e per nulla condivisibile la
decisione del Direttivo Nazionale CGIL di revocare lo Sciopero Generale
proclamato dal Direttivo Nazionale di Marzo come parte delle 16 ore di sciopero
che, tra l’altro, sono in alcuni territori sono state effettuate.
Le
due ore di assemblee del 16 Giugno convocate in molti luoghi di lavoro da
Cgil-Cisl-Uil devono essere solo l’inizio e, da sole, sono assolutamente
insufficienti. In quelle assemblee non si andava oltre la denuncia, non c’erano
proposte di mobilitazione per fermare l’attacco generale. Le lavoratrici e i
lavoratori, in questa fase, si stanno chiedendo cosa fare. Noi proponiamo che:
- Si ritiri la firma dal Protocollo sul Pubblico Impiego di Maggio
- Sia prevista una mobilitazione vera, non solo annunciata, che sia preparata e che veda come scadenza, la più ravvicinata possibile subito dopo le ferie estive, uno Sciopero Generale.
- Il governo con le scelte che sta adottando dimostra palesemente di voler smantellare il servizio pubblico e di fregarsene dei servizi essenziali La nostra risposta deve essere adeguata alla fase. Si metta in discussione, operativamente e nei fatti, laddove è possibile, la legge 146/90 sul “diritto” di sciopero.
Per
parte nostra, promuoveremo la nascita, e aderiremo, a Comitati di tutela dei
lavoratori e del Servizio Pubblico, come luoghi aggreganti di discussione,
partecipazione e di mobilitazione.
Sin
da ora dichiariamo che promuoveremo un’assemblea nazionale dell’Area
Programmatica LA CGIL CHE VOGLIAMO in FP CGIL entro il mese di Ottobre per
discutere assieme alle lavoratrici e ai lavoratori dello stato della situazione
e delle prospettive.
Coordinamento
nazionaleArea Programmatica LA CGIL CHE VOGLIAMO in FP CGIL

Nessun commento:
Posta un commento