La CUBInformazione della Provincia di Savona, ricevuta la lettera con la quale il liquidatore avvisa pubblicamente tutti i soggetti che possono essere interessati all’acquisto, che è stato dato il via alla procedura tesa a trovare un nuovo proprietario dello stabilimento di Varazze.
La CUBInformazione, preso atto della decisione, si impegna con tutti i suoi mezzi a diffondere questa richiesta, al fine di concorrere a creare multiple manifestazioni di interesse che, pur in una logica di mercato, favoriscano l’offerta più vantaggiosa per i lavoratori.
La scrivente Organizzazione Sindacale, nel contempo, non può esimersi dal rimarcare due elementi, uno interno alle scelte del liquidatore e l’altro di natura politico-territoriale, che pur essendo sotto gli occhi di tutti, non ha mai ricevuto la dovuta attenzione.
La richiesta di manifestazione di interesse, infatti, si limita all’acquisto.
Non v’è chi non veda che in un momento di crisi di liquidità come quello che stiamo attraversando l’impegno all’acquisto, contemporaneo a quello di una possibile riconversione o comunque a quello del riavvio degli impianti, dopo averli opportunamente rimessi in sesto, rappresenta un onere economico che mal si concilia con la logica di multiple manifestazioni di interesse, creando non poche difficoltà a soggetti veramente interessati ma non supportati da una grossa capacità finanziaria.
Per questo, pur essendo vero che all’affitto ci si può comunque arrivare dopo una ipotesi di vendita non realizzata, nel frattempo per i lavoratori potrebbero scadere gli ammortizzatori sociali e questi si troverebbero sul lastrico.
Rispetto invece ad alcune notizie lette sui giornali locali, relative alla futura costruzione di una Cartiera in Valle Bormida nelle aree ex Ferrania, lo sconcerto prende il sopravvento.
Possibile che in una Provincia nella quale ben due cartiere sono ferme da tempo, qualcuno sostenga l’ipotesi di costruirne un’altra ex novo?
Lungi da noi l’idea di sostenere una “guerra tra poveri” mettendo i disoccupati della Ferrania in conflitto con quelli delle Cartiere di Murialdo e di Varazze, ma proprio perché vogliamo evitare queste contrapposizioni, riteniamo che sia inevitabile rifiutare elementi che possano generarle.
E poiché del problema delle cartiere sono stati interessate tutte le forze sindacali, politiche, istituzionali, imprenditoriali ad ogni livello territoriale, ci chiediamo come si concili questa proposta con la necessità di coordinare l’economia della zona con idee concrete ma coerenti.
Delle due l’una: o è una bufala, e ciò significa che qualcuno sta bellamente strumentalizzando la situazione dei lavoratori ex Ferrania prendendoli in giro, o è vero, e questo rende ancora più grave questa ipotesi.
Ci viene infatti da chiederci:
perché chi sarebbe interessato a costruire una cartiera a Ferrania non ha trovato più interessante l’acquisto di uno degli stabilimenti già esistenti, con quello di Varazze, oltretutto, già dotato di un impianto ecologico di trattamento della carta, o quello di Murialdo, per il quale l’iniziativa congiunta di diverse forze aveva ottenuto finanziamenti importanti?
Perché, se l’ipotesi fosse quella di produzioni alternative, non si è ragionato sulla possibilità di riconversioni in questi stabilimenti ponendosi il problema, casomai, di un contributo pubblico ben vincolato all’occupazione?
E se la soluzione stesse proprio nel costo di queste due cartiere, perché non è stata presa in considerazione l’ipotesi di un affitto lungo, con vincoli quali quelli elaborati in precedenza per la Cartiera di Varazze ma non proposti poiché si è preferito seguire la strada della vendita?
Per fare un esempio è come se ai lavoratori ex OCV ed ex Vetrotex si offrisse l’alternativa di fare tazzine, e a quelli della FAC di cominciare a produrre fibra di vetro.
È vero che anni volevamo che la fantasia andasse al potere, ma con un po più di coerenza.
Il Segretario Provinciale
della CUB-Informazione
Icardo Giampiero
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