mercoledì 14 settembre 2011

La posizione de 'La CGIL che vogliamo' al direttivo nazionale CGIL


La posizione de ‘La CGIL che vogliamo’ al direttivo Nazionale CGIL

La buona riuscita dello sciopero del 6 settembre e delle manifestazioni consegna alla CGIL un grande impegno di prosecuzione  dell'iniziativa di lotta contro una manovra  classista che penalizza ulteriormente le condizioni materiali di lavoratori, giovani e pensionati,cancella diritti legislativi e contrattuali, aumenta le disuguaglianze, riduce in qualità e quantità le prestazioni dello stato sociale.
Tale volontà politica, che carica sui più deboli i costi della crisi, viene ulteriormente amplificata dall'approvazione nella manovra dell'articolo 8 che cancella contemporaneamente il diritto del lavoro e i diritti del lavoro garantiti dalla contrattazione nazionale e dallo Statuto dei lavoratori. L'articolo costituisce un obbrobrio giuridico, che avrà pesanti ricadute sul piano sociale e politico: l'esigibilità dei diritti non sarà più in capo al singolo lavoratore ma diventa proprietà delle organizzazioni sindacali titolari della possibilità di derogare in toto sia alla legge che alla contrattazione nazionale.
Alla luce di tali pesanti stravolgimenti, l'ipotesi di accordo del 28 giugno,dal quale la CGIL dovrebbe ritirare il sostegno, non esiste più e la priorità per la CGIL in questa fase è avviare una grande campagna di iniziativa , mobilitazione e ulteriori pacchetti di ore di sciopero, contro il complesso della manovra e contro la vergogna dell'articolo 8, non escludendo nessuna iniziativa finalizzata alla sua cancellazione, compreso il referendum abrogativo dello stesso.
E' infine particolarmente urgente che la CGIL apra una discussione vera negli organismi e tra i lavoratori sulla gravità della situazione economica produttiva sociale e politica per ricostruire una strategia di risposta che rimetta al centro della discussione il ridisegno di un'Europa politica fondata sulla  centralità del lavoro, della sua qualità e dei suoi diritti.
Le scelte compiute dalla CGIL in questa fase- l'accordo del 28 giugno e il documento delle parti sociali del 4 agosto- hanno progressivamente appannato il nostro profilo strategico.
Sull'accordo del 28 giugno La CGIL che Vogliamo mantiene e conferma il giudizio negativo già espresso nel direttivo di luglio.
Col documento del 4 agosto, la CGIL, senza nessuna discussione negli organismi e dunque senza nessun mandato, rispondendo a  logiche non di natura sindacale, ha assunto la lettura liberista della crisi,compresa la scelta di inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione, scelta peraltro contraddetta giustamente dalla CGIL stessa nella contromanovra presentata per la proclamazione dello sciopero del 6 settembre.

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