venerdì 12 aprile 2013

INCONTRO CON IL COMMISSARIO PER LE BONIFICHE ING. ALFIO PINI


10 Aprile 2013
Report INCONTRO CON IL COMMISSARIO PER LE BONIFICHE ING. ALFIO PINI
Presenti all’incontro:
Ing. Alfio Pini (Commissario per le bonifiche)
Dott. Antonio Strambaci (soggetto Attuatore per gli interventi individuati dal protocollo)
Ing. Alberto Maiolo
Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti
Comitato Donne per Taranto
L’incontro si è svolto presso l’ufficio del Comandante dei Vigili del Fuoco, Comando Provinciale VV.F. di
Taranto.
Dopo le prime presentazioni, è subito resa chiara la posizione del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e
Pensanti sulla questione delle bonifiche: qualunque intervento di bonifica sul territorio tarantino perde la sua
utilità nel momento in cui la fonte inquinante continua ad inquinare. Sulla stessa linea, il Comitato Donne per
Taranto.
L’Ing. Pini inizia a spiegare in cosa consiste, in linea generale, il lavoro che dovrà svolgere la cosiddetta “Cabina di regia” per il coordinamento del “Protocollo d’intesa per interventi urgenti di bonifica ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto”, il cui lavoro è basato sulle disposizioni ricevute. Tali disposizioni, sono ovviamente strettamente collegate all’AIA, che stabilisce le prescrizioni da rispettare da parte dell’Ilva. Secondo l’Ing. Pini il lavoro attuato dalla Commissione, i cui risultati verranno valutati alla fine, si avvarrà delle migliori tecnologie disponibili.
A tal proposito il Comitato Donne per Taranto, premettendo che non si tratta affatto delle migliori tecnologie
in assoluto, sottolinea la necessità di valutare in primo luogo l’emergenza sanitaria e fare in modo che tutto ciò che si farà per la città di Taranto faccia cessare malattia e morte.
In risposta, l’Ing. Pini dichiara che il suo ruolo prevede unicamente l’intercettazione dell’inquinamento e, di
conseguenza, l’assicurarsi che il livello tollerabile previsto dall’AIA sia rispettato dall’Ilva. Nel contempo, altre strutture stanno valutando e valuteranno l’inquinamento prodotto dalle altre attività quali ENI, Cementir,
Marina Militare ecc., attività dunque già sotto il controllo della legge. E’ necessario capire, soprattutto, il livello d’inquinamento subdolo, ossia quello che riguarda soprattutto la terra e l’acqua.
Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti dichiara che gli impianti Ilva sono obsoleti e che sono stati addirittura scartati dall’America 60 anni fa. Se si deve parlare veramente di bonifiche è imprescindibile la
chiusura dell’area a caldo della fabbrica.
Il Comitato Donne per Taranto è d’accordo e a tal proposito invita la “Cabina di regia” ad occuparsi di
ricercare, nel caso in cui ancora non lo avessero davvero capito, chi ha inquinato e continua ad inquinare, sulla base del principio indiscutibile che “CHI INQUINA PAGA”. Invitano, inoltre, a coinvolgere maggiormente la popolazione tarantina evitando “incontri al chiuso” come quella di questa sera. Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, inoltre, invita l’Ing. Pini ad una sorta di assemblea pubblica in piazza per spiegare alla cittadinanza le stesse cose comunicate ai rappresentanti della varie associazioni, comitati e movimenti tarantini. Dal punto di vista dell’Ingegnere, fermo restando che tutta la documentazione è presente su internet, sarebbe impossibile farlo in quanto il suo è un punto di vista puramente tecnico e probabilmente la cittadinanza Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti porrà domande “politiche” e vorrà risposte dello stesso valore. Entrambi i comitati presenti nella stanza non sono d’accordo.
L’Ing. Pini comunica che l’indomani a Bari si svolgerà una conferenza stampa riguardo l’incontro, svoltosi in
mattinata, della “Cabina di regia”. Entrambi i comitati richiedono che d’ora in poi tutto ciò che riguarda Taranto si svolga a Taranto.
Proprio a riguardo dell’incontro della “Cabina di regia”, l’Ing. Pini dichiara che è stato definito come riuscire a verificare se sia ancora in atto o meno un inquinamento proveniente da falde e corsi d’acqua, in modo da
stabilire il flusso inquinante nel sottosuolo. Si tratta di uno studio inedito per la città di Taranto e che partirà nei prossimi giorni ad opera dell’ARPA.
Per quanto riguarda il quartiere Tamburi, l’ufficio del Commissario ha deciso che in primis, con gli oltre 8
milioni di euro stanziati, si interverrà proprio sulle 5 scuole della zona. Inevitabile è la reazione del Comitati
presenti, che rimarcano quanto possa rivelarsi uno spreco di denaro la bonifica di una zona soggetta
continuamente alle emissioni di una fonte inquinante che non mostra intenzioni di cambiamento. Qualche
momento di tensione turba la conversazione, in quanto la parola “spreco” viene volutamente travisata ed è
inevitabilmente intuibile l’intenzione, da parte di qualcuno, di voler portare i comitati a dichiarare che spendere denaro pubblico per i Tamburi è uno spreco. E’ evidente, invece, che di spreco si tratta esclusivamente nel momento in cui non si fa nulla per impedire alle fabbriche e alle aziende di continuare ad inquinare a favore del proprio rientro economico ma a discapito della salute dei tarantini.
L’Ing. Pini si dichiara consapevole della questione e teoricamente d’accordo sul fatto che la fonte inquinante
debba smettere di inquinare ma, non essendo lui stato dotato delle risorse per chiudere l’Ilva, è fermamente
convinto del fatto che bisogna pur cominciare da qualcosa, e quel qualcosa sono proprio le scuole dei Tamburi e il controllo del rispetto dell’AIA da parte dell’Ilva. I Comitati ribadiscono il loro totale disaccordo con l’AIA, ritenuta sbagliata e, nonostante la decisione della Consulta, anticostituzionale.
Ad una richiesta di tempistica sul ritorno delle polveri dopo i lavori di bonifica, l’Ingegnere risponde con una
media di cinque anni. Tempo che, secondo entrambi i comitati, è addirittura eccessivo.
Parlando in cifre, oltre agli oltre 8 milioni di euro per il quartiere Tamburi, Taranto avrà:
• 21 milioni di euro per il Mar Piccolo;
• 31 milioni d euro per l’area ex P.I.P. di Statte
a cui si aggiungono altre somme di denaro stanziate a seguito del dl 129. In totale circa 110 milioni di euro. Da ricordare che l’intervento per i Tamburi era già stato deciso circa dieci anni fa dalla Regione Puglia.
Considerando anche questo abbandono di progetti importanti, se non si riparte adesso da qualcosa, i Tamburi rischiano di rimanere definitivamente allo stato attuale.
Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti chiede chiarimenti su chi faccia effettivamente parte della
famosa “Cabina di regia”. L’Ing. Pini e il Dott. Strambaci comunicheranno i nomi al prossimo incontro (ossia
tra 15 giorni) ma intanto anticipano che di tale gruppo di coordinamento fanno parte:
• Ministero dell’Ambiente;
• Ministero dell’Industria;
• Ministero dello Sviluppo Economico;
• Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;
• Regione Puglia;
• Provincia di Taranto;
• Comune di Taranto;
• Comune di Statte;
• Commissario straordinario.

Il Dott. Strambaci, sottolineando che gli interventi di bonifica non possono sicuramente prescindere dalla
risoluzione del problema Ilva, invita a guardare anche il lato positivo della faccenda, ossia il fatto che siano stati finalmente rimessi in ballo progetti su cui lavorare e che non sono mai stati considerati in tutti questi anni.
Ritornando alla questione Tamburi, l’Ing. Pini comunica che il Comune di Taranto ha chiesto un mese di tempo per presentare il progetto per la caratterizzazione di 3 scuole del quartiere, in quanto due sono già state caratterizzate. Tra un mese, quindi, saranno in grado di far partire la gara d’appalto per la rimozione del terreno.
Il progetto per le scuole dei Tamburi vede fondamentalmente 3 passaggi:
• BONIFICA
• RIQUALIFICAZIONE
• RISANAMENTO
di quello che è un SISTEMA GENERALE. In breve, si tratta di:
• rimuovere il terreno inquinato;
• effettuare la messa in sicurezza dell’edificio che dovrà essere a norma, dunque si parla anche di
eliminazione delle barriere architettoniche ed installazione di ascensori;
• ristrutturare tutte le scuole anche da un punto di vista energetico (vedi: isolamenti termici e copertura
delle pareti).
Riguardo i lavori di bonifica, riqualificazione e risanamento, il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti chiede se potranno essere impiegati i tarantini e/o le aziende tarantine.
Il Dott. Strambaci risponde che tutto avverrà tramite gare d’appalto (presumibilmente tra almeno un mese) e
per legge non si può territorialmente limitare la partecipazione alle stesse. Apre una parentesi, inoltre,
sull’attivazione di un bando in scadenza il 26 aprile che prevede lo stanziamento di 70 milioni di euro per le
aziende di Taranto, riguardo la green economy e l’occupazione giovanile.
Per quanto riguarda le risorse stanziate per Statte, si precisa che non comprenderanno l’area ex CEMERAD ma esclusivamente l’area ex P.I.P. . Il Comune di Statte ha già presentato il progetto di caratterizzazione dell’area che, a questo punto, deve essere solo approvato e validato.
Per quanto riguarda il Mar Piccolo, alla riunione della “Cabina di regia” avvenuta in mattinata c’è stata una lunga discussione in quanto si intende verificare, prima di procedere alla rimozione dei fondali, se è ancora in atto qualche forma di inquinamento. L’Arpa dovrà fornire entro 6 mesi dati approfonditi sulle fonti inquinanti e dichiarare se la mobilità delle acque sottostanti produca inquinamento, nonché quali possono essere le soluzioni per apportare migliorie. E’ necessario applicare le corrette tecnologie e ricordare che i fondi a disposizione sono assolutamente da impegnare entro il 31 Dicembre corrente anno.
L’Ing. Pini afferma che qualunque materiale di ricerca, chiaramente autentico, fornito a loro dai comitati e
associazioni di Taranto verrà preso in considerazione e, anzi, si richiede proprio una collaborazione attiva.
In conclusione, essendo tutti d’accordo sul concetto indiscutibile del “CHI INQUINA PAGA”, il Dott.
Strambaci e l’Ing. Pini dichiarano che questo sta già parzialmente avvenendo, in quanto il lavoro del
Commissariato per le bonifiche viene, giustappunto, da parte dello Stato che sta pagando l’inquinamento
prodotto fino al 1995 da parte dell’Italsider. Portando come esempio la totale assunzione di responsabilità dei fatti da parte di Costa Crociere per il disastro ambientale causato all’Isola del Giglio dalla Concordia (nota: 500 milioni di euro stanziati totalmente da Costa), ci si augura che anche l’Ilva paghi la sua parte.

Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti
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