mercoledì 24 aprile 2013

Cgil Cisl Uil e Confindustria verso il loro “governissimo”!






 Cgil Cisl Uil e Confindustria verso il loro “governissimo”!
NO al patto sociale della
miseria
R28aprile - opposizione Cgil
Dopo la paralisi post-elettorale, Cgil Cisl, Uil e Confindustria vanno verso il patto sociale. Anche la Cgil sceglie di nuovo di stare con il palazzo, in subalternità al PD, di cui si avvia a condividere la stessa crisi.
Il patto sociale tra imprese e sindacati è la stessa strada che in Parlamento riapre al governissimo, no­nostante il voto abbia dimostrato l’esistenza di uno spazio vasto di malessere e di rabbia che ha punito chi ha sostenuto il rigore del governo Monti, cancellato l’art.18, le pensioni e la contrattazione nazionale.
Di nuovo, il sindacato, in nome di una presunta responsabilità, assume su di sè le compatibilità dell’im­presa, del mercato e dell’Europa, subordinando ad esse la propria iniziativa autonoma e conflittuale. Di nuovo a pagare saranno i lavoratori, i pensionati, i disoccupati, con buona pace di chi prometteva un cambiamento e sull’art.18, negando la sconfitta, si affidava ad un referendum scomparso nel nulla.
E’ il patto sociale della miseria! In cambio non c’è democrazia nè difesa del contratto nazionale, nè tanto meno crescita dei salari, lotta alla precarietà o blocco dei licenziamenti.Tutto ruota intorno alla cosiddetta esigibilità degli accordi aziendali, un meccanismo alla Marchionne per cui solo chi sottoscrive preven­tivamente un’intesa partecipa alle elezioni della RSU, ma si impegna a non scioperare. Così si cancella il potere contrattuale dei lavoratori, riscrivendo la Costituzione e il diritto di sciopero.
Mai come ora il 25 aprile e il 1° maggio siano giornate di lotta nelle quali rivendicare i nostri diritti e il pieno valore di una Costituzione, democratica, antifascista e fondata sul lavoro. Altro che la ritua­lità ipocrita del concertone di piazza San Giovanni, segno soltanto dell’incapacità di uno scatto conflittuale di fronte al disastro sociale in atto.
Rivendichiamo una mobilitazione sociale straordinaria che dica in maniera forte No al patto sociale, a partire dalla costruzione di una piattaforma generale e unificante, in cui il salario, le pensioni, l’art.18 e il diritto di sciopero, tornino al centro della nostra iniziativa autonoma e conflittuale.
Questo è l’unico modo che abbiamo di celebrare il 25 aprile e il 1° maggio! R28a
Il 25 aprile e il 1 maggio siano giornate di lotta per
la democrazia e la libertà, contro l’austerità e senza ipocrisia!

Per il diritto al lavoro e alla pensione, per l’art.18,
contro la precarietà, per la democrazia e il diritto di sciopero.
La nostra resistenza
parte da qui!

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