Cgil Cisl Uil e
Confindustria verso il loro “governissimo”!
NO al patto sociale della
miseria
R28aprile
- opposizione Cgil
Dopo la paralisi post-elettorale, Cgil Cisl, Uil e
Confindustria vanno verso il patto sociale. Anche la Cgil sceglie di nuovo di
stare con il palazzo, in subalternità al PD, di cui si avvia a condividere la
stessa crisi.
Il patto sociale tra imprese e sindacati è la stessa strada
che in Parlamento riapre al governissimo, nonostante il voto abbia dimostrato
l’esistenza di uno spazio vasto di malessere e di rabbia che ha punito chi ha
sostenuto il rigore del governo Monti, cancellato l’art.18, le pensioni e la
contrattazione nazionale.
Di nuovo, il sindacato, in nome di una presunta
responsabilità, assume su di sè le compatibilità dell’impresa, del mercato e
dell’Europa, subordinando ad esse la propria iniziativa autonoma e
conflittuale. Di nuovo a pagare saranno i lavoratori, i pensionati, i
disoccupati, con buona pace di chi prometteva un cambiamento e sull’art.18,
negando la sconfitta, si affidava ad un referendum scomparso nel nulla.
E’ il patto sociale della miseria! In cambio non c’è
democrazia nè difesa del contratto nazionale, nè tanto meno crescita dei
salari, lotta alla precarietà o blocco dei licenziamenti.Tutto ruota intorno
alla cosiddetta esigibilità degli accordi aziendali, un meccanismo alla
Marchionne per cui solo chi sottoscrive preventivamente un’intesa partecipa
alle elezioni della RSU, ma si impegna a non scioperare. Così si cancella il
potere contrattuale dei lavoratori, riscrivendo la Costituzione e il diritto di
sciopero.
Mai come ora il 25 aprile e il 1° maggio siano giornate di
lotta nelle quali rivendicare i nostri diritti e il pieno valore di una
Costituzione, democratica, antifascista e fondata sul lavoro. Altro che la ritualità ipocrita del
concertone di piazza San Giovanni, segno soltanto dell’incapacità di uno scatto
conflittuale di fronte al disastro sociale in atto.
Rivendichiamo una mobilitazione sociale straordinaria che
dica in maniera forte No al patto sociale, a partire dalla costruzione di una
piattaforma generale e unificante, in cui il salario, le pensioni, l’art.18 e
il diritto di sciopero, tornino al centro della nostra iniziativa autonoma e
conflittuale.
Questo è l’unico modo che abbiamo di celebrare il 25 aprile
e il 1° maggio! R28a
Il 25 aprile e il 1 maggio siano
giornate di lotta per
la democrazia e la libertà, contro
l’austerità e senza ipocrisia!
Per il diritto al lavoro e alla
pensione, per l’art.18,
contro la precarietà, per la
democrazia e il diritto di sciopero.
La nostra
resistenza
parte
da qui!

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