martedì 20 dicembre 2011

Super Mario : Il berlusconismo oltre Berlusconi


 
Furio Mocco 16/12/2011
Una vecchia storiella racconta come ai funerali di un Re terribile e tiranno,
mentre tutti i popolani facevano festa, un vecchio in disparte sembrava tutt'altro che felice.
E quando gli chiesero il motivo della sua tristezza,e perchè non gioisse, egli rispose:
"SI, voi gioite per la morte di questo terribile tiranno, ma io penserei piuttosto a che pezzo di fetente è il suo figliolo, destinato ora al trono ...!!!"
L’attualità di questa storiella è del tutto evidente nella vicenda della sostituzione di Silvio Brlusconi con Mario Monti.
Chi si è inebriato e ha festeggiato questo evento, finge o più  gravemente continua a negare, che il nuovo RE ne incarni le politiche liberiste e macellaie. Le porta alle estreme conseguenze.
L’unica differenza tra i due RE è che oggi la macelleria sociale viene annunciata in doppiopetto. Con sobietà. ‘Poco Poco , Piano Piano’, come direbbe  Gigi Marzullo.
La ricetta Monti che il parlamento italiano sta per votare, sostenuta da uno schieramento di centro-pseudo sinistra-destra, costituisce l’avvio di una procedura di default (fallimento) del nostro paese, pilotato dalle banche,dalla BCE e dai poteri occulti che decidono sulla vita e sulla sopravvivenza di milioni di cittadini italiani ed europei e di intere nazioni.
La manovra titolata ‘Salva Italia’ proietta il nostro paese in una procedura di fallimento di cui subdolamente tutti i suoi sostenitori continuano a non parlare.
Procedura già applicata in Argentina, in Grecia ed ora in Italia.
Come in tutte le procedure di fallimento,in virtù dell’urgenza e della straordinarietà della situazione, saltano le regole e gli ordinamenti applicati ai normali rapporti socio-economici dei soggetti coinvolti nell’evento.
Salta così la democrazia, salta il dettato costituzionale,  saltano tutti i rapporti e patti sociali in essere. Essi vengono sostituiti con le regole auree,o presunte tali, dell’economia e della finanza speculativa.
Ciò sta avvenendo in tutti gli stati cosiddetti ‘maiali’ Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Gracia e Spagna).
Apripista di questo percorso per cronologia è la Gracia, seguita a pochi mesi di distanza dall’Italia.La nomina imposta dal Fondo Monetario Iternazionale di Monti in Italia e di Papademos in Grecia non è per nulla casuale.
Lo stampo classista,demagogico , provocatorio e arrogante della manovra sta nelle parole di super Mario, nelle finte lacrime della Fornero, nella salvaguardia degli interessi dei potentati bancari e finanziari per i quali lo stato garantisce fondi di salvaguardia senza richiedere in contropartita alcuna garanzia. Il suo stampo classista,demagogico , provocatorio e arrogante sta nella difesa di un patto stipulato con gli evasori e gli speculatori che hanno impoverito in modo irreversibile il nostro paese. In base a questo patto non è permesso richiedere e tassare il maltolto.Sta nell’accanimento terapeutico scatenato su intere generazioni.Sta nella prosecuzione di una strategia di guerra generazionale padri-figli-nipoti che addita i ‘padri’ come i responsabili del disastro economico-sociale in atto.  
Sta nella politica dei ‘due pesi,due misure’ applicata ai contratti stipulati con i grandi evasori, che sono intoccabili, rispetto a quelli stipulati con i cittadini che diventano sudditi in una rapporto istituzionale ridotto a signorinaggio e  strozzinaggio.
Tutto ciò avviene grazie alla complicità degli accordi sindacali,al patto del 28 giugno, alla concertazione giocata da anni sulla contrazione dei diritti. Grazie al sistema elettorale bipolare che da oggi diventa monopolare, grazie alla continua disapplicazione del dettato costituzionale perpetrato da chi subdolamente viene presentato quale suo estremo garante.
La manovra Monti applica integralmente la ricetta Draghi-Trichet inviata a Silvio Berlusconi in estate. Le posizioni esternate in allora dalle forze politiche rappresentate in parlamento concretizzano oggi la larghissima maggioranza di cui dispone il governo Monti. L’assunzione dogmatica del mercato, di una politica che adbica definitivamente in favore dei potentati economici e finanziari , del pareggio di bilancio sancito in costituzione, sono assunti come faro e progetto politico anche dal ‘riformismo’ italiano del XXI secolo che osa autodefinirsi ancora baluardo e difensore della democrazia,della costituzione e dello stato sociale.
In nome di queste regole si è permeso e concretizzata la dilapidazione di un patrimonio di professionalità, conoscenze, tessuto economico-sociale immenso.Veicolando accordi,dismissioni,privatizzazioni, delocalizzazioni di cui Fiat e Fincantieri sono gli ultimi esempi. Le svendite delle imprese continuano.Oggi 16 Dicembre 2011 per cento milioni di euro lo spumante Gancia passa al re della vodka, Roustam Tariko.
Dopo Martini e Cinzano,Parmalat un altro pezzo cambia passaporto a conferma che l'Italia è un'appetibile terra di conquista per gli stranieri. Bertolli, Carapelli,Olio Sasso , Buitoni, Perugina , Galbani, Cademartori e Locatelli sono casi già archiviati. Anche l’alimentare perde progressivamente pezzi come la manifattura e la cantieristica.
In nome del mercato e della competitività si è realizzato il controllo e la diminuzione del salario diretto e differito di milioni di lavoratori,si è avviata la clamorosa truffa dei sistemi previdenziali privati che sono stati in grado di intercettare somme cospicue di denaro fresco per investirlo nella speculazione finanziaria e nella delocalizzazione produttiva di imprese.
L’insostenibilità contabile,oltre che morale, della manovra è nei risultati economici ad essa connessi. Questi risultati parlano,nonostante le poderose ed immense risorse monetarie sottratte ai sudditi, di recessione e disoccupazione.
Al di la della demagogia utilizzata per veicolare la riforma pensionistica, che indica nella insostenibilità dei conti dell’istituto previdenziale la ragione della manovra, la ragione di questo provvedimento sta nel fatto che quello previdenziale è, e rimarrà, l’unico capitolo o ‘cassetto’ del bilancio italiano dispobilie per liquidità ed in attivo. Dal quale attigere per finanziare una poderosa manovra di redistribuzione di risorse monetarie dai ‘poveri’ verso i ricchi.
Se i governi di centro-destra Berlusconi-Bossi-Tremonti sono i primari responsabili di queste politiche, i governi Ciampi,Amato, Dini,D’Alema,Prodi sono quelli che hanno aperto definitavente la strada al massacro sociale in atto, protetti da un consenso sociale costruito e veicolato mediante la concertazione , l’assunzione del ‘riformismo’ e della modernizzazione del paese giocato sui diritti globali.
Ricostruire un tessuto sociale capace di opporsi e fermare questo massacro,dopo anni di ‘pace sociale’ imposta dalla concertazione, è impresa difficile e lunga.
Certo non basta qualche ‘sciopericchio’ giocato sul pseudo miglioramento di alcune parti della manovra Monti , finalizzato a giustificare l’appoggio incondizionato del PD al governo.
La realtà odierna ci consegna una fotografia del centro-sinistra di Vasto ,con la sola esclusione dell’IDV di Di Pietro intenzionato a non votare la manovra, del tutto contiguo e allineato alle politiche economiche e monetarie di un blocco sociale finanziario e confindustriale in rotta di collisione con gli interessi di milioni di cittadini italiani.
Ricostruire un’opposizione sociale forte, protagonista di stagioni di lotte e rivendicazioni alternative alla sudditanza alle leggi capitalistiche e finanziarie è il compito a cui è sempre stata chiamata storicamente la sinistra italiana e internazionale. Questo compito deve essere svolto assumendo come punto di partenza l’impossibilità di intraprendere scorciatoie tecnico-elettroralistiche storicamente controproducenti.
Tutto ciò è vero sia a livello nazionale che a livello locale(comuni,provincie,regioni), dove i contraccolpi della manovra Monti si concretizzano nella svendita dei beni comuni, nelle privatizzazioni dei servizi pubblici locali, sui quali la manovra punta.
L’operato del governo Monti e ciò che accadrà nei prossimi mesi ha già profondamente mutato il quadro politico e sociale italiano.
Firenze e Torino sono le stesse facce della deriva sociale xenofoba e razzista intrapresa e alimentata in questi anni dalla Lega nord, che oggi tenta di rifarsi una verginità e una presentabilità posizionandosi all’opposizione del governo del ‘Professore’. Tentando di cancellare con un colpo di spugna le scelte politiche effettuate in questi anni di governo.
Pensare che conclusa l’esperienza Monti tutto tornerà come prima è un’altra menzogna che ci viene raccontata giornalmente.
Mentre qualcuno ancora parla di difendere il dettato costituzonale, oggi di fatto siamo transitati in una repubblica presidenziale, a democrazia sospesa, nella quale al ‘popolo sovrano’ è stato impedito di esprimersi, e al quale viene imposto di immolare le parti più intime del proprio corpo sull’altare del capitalismo economico e finanziario.
Si deve Ripartire

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