mercoledì 7 dicembre 2011

Scioperino,scioperetto,sciopericchio - Comunicato Confederazione Unitaria di Base di Savona


Contro la manovra del governo Monti
Scioperino,
                                               scioperetto,
                                                                                              sciopericchio.
SCIOPERO GENERALE

Di fronte al pesantissimo attacco alle condizioni di vita e salariali dei lavoratori, alle pensioni, a qualunque tipo di servizio pubblico, dalla sanità alla scuola ai trasporti, portato avanti dal governo Monti (mai eletto dal popolo ma imposto dalla BCE e dalle banche nostrane, cioè coloro che la crisi l'hanno generata, a tutela dei propri privilegi) CGIL CISL e UIL hanno indetto per lunedì 12 dicembre tre ore di sciopero.
Ma questa iniziativa, la cui esiguità di fatto preclude a quasi tutti i lavoratori la possibilità di partecipare a qualunque manifestazione, è ulteriormente resa poco significativa dalle motivazioni stesse a promozione dello sciopero: I dirigenti di questi sindacati non vogliono impedire la manovra ma protestano solo perchè non sono stati ammessi al tavolo per concertarla, o quantomeno ne chiedono solamente parziali riduzioni.
Ciononostante milioni di lavoratori lunedì mattina scenderanno in sciopero, a difesa delle proprie condizioni di vita e dei propri posti di lavoro, estendendo lo sciopero in molte fabbriche e categorie e manifestando ovunque l'indisponibilità a pagare i costi di una crisi che non hanno originato e che non vogliono pagare.
Anche il concetto di equità è una truffa inaccettabile: non solo i lavoratori, i pensionati, i giovani hanno già pagato e duramente, ma gli effetti di queste scelte non peserebbero in modo proporzionale.
Mentre per un lavoratore ulteriori sacrifici significherebbero saltare il pasto per lorsignori equivarrebbero al massimo alla rinuncia dell'oliva nell'aperitivo.
Per questo Lunedì mattina saremo in sciopero anche noi, nell'ottica di un'indispensabile unità alla base dei lavoratori, non a sostegno delle proteste della Camusso e di Bonanni per non essere stati accettati al tavolo, ma per dire che questa manovra non deve passare, che abbiamo dato fin troppo e che è ora di far pagare solo chi non ha mai pagato, attraverso una lotta che a colpi di sciopero generale segni l'inizio di una riscossa del mondo del lavoro.

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