lunedì 3 ottobre 2011

Alcuni commenti a caldo sull’assemblea di Sabato 1 Ottobre 2011 di Furio Mocco

Eravamo oltre 1100 persone  Sabato 1 ottobre alla prima assemblea di Dobbiamo fermarli.
Oltre le più rosee aspettative è stata la risposta e la partecipazione di tantissime persone che hanno voluto in questo modo rappresentare non solo la condivisione dei 5 punti fondanti dell’appello; ma il loro impegno a portare nei territori lo scopo e gli obiettivi di questo movimento.
Il documento conclusivo letto da Giorgio Cremaschi alla fine della giornata (http://www.libera.tv/videos/1753/noi-il-debito-non-lo-paghiamo---le-conclusioni-di-cremaschi.html)è stato approvato a maggioranza bulgara (2 voti contrari e 1 astensione su oltre 1000 votanti).
I prossimi obiettivi di Dobbiamo fermarli sono
  • Pubblicizzare nei vari territori la piattaforma di dobbiamo fermarli, lavoro che avrà in dicembre un momento di verifica nel corso di una prossima assemblea collettiva già annunciata.
  • Da ottobre a fine novembre partirà quindi una attività capillare nei territori al fine di ampliare la dimensione di questo mevimento.Da qui la necessità di formare dei comitati territoriali in tal senso.
  • Preparare la partecipazione alla manifestazione europea del prossimo 15 ottobre  sotto il cartello ‘Dobbiamo fermarli’.
  • Obiettivo strategico è quello di inserirsi in un processo di contestazione Europeo e sovranazionale,che vede nel 15 ottobre un primo appuntamento importante.
 Al di la di sfumature ed accenti, il messaggio comune e dirompente portato dai vari attivisti di base, è stata la consapevolezza della necessità di costruire uno spazio pubblico e politico di azione contro il governo delle banche e dei banchieri.
Unanime e più volte ribadita negli interventi è stata la completa contrapposizione del movimento sia alle politiche liberiste del governo Berlusconi, che alle politiche di liberismo temperato interpretato dallo schieramento di centro-sinistra.
Interessanti sollecitazioni sono venute dalla delegata sindacale Como di Rete 28 Aprile che ha messo a nudo la ‘mutazione’ in atto all’interno della FIOM e della CGIL in ottica elettorale ed elettoralistica.(Si veda il Video completo dellintervento http://www.libera.tv/videos/1761/como-%28rete-28-aprile%29---noi-il-debito-non-lo-paghiamo.html )
Il messaggio inoltrato Sabato 1 ottobre alla politica è stato oltremodo chiaro ed esplicito :
“Questo movimento non ha governi amici”, “qui c’è un popolo che,constata la completa mancanza di una visione e di un progetto alternativo al programma delle bache e dei banchieri,che sarà portato avanti a seconda delle convenienze o dal centro-destra o dal centro-sinistra; manifesta ,propone e si fa interprete di una visione alternativa imperniata sui 5 punti dell’appello”.
I 5 punti sono la discriminante dell’agire politico di questo movimento,la loro condivisione è condizione necessaria al fine di camminare con questo movimento.
Alla preoccupazione del ‘Default’ monetario dei cosiddetti ‘Maiali’ (piigs) questo movimento contrapporre i Default
  • dei bilanci delle famiglie e delle popolazioni
  • di prospettive per milioni di persone e di giovani
  • di democrazia sui luoghi di lavoro e in politica, default quest’ultimo, al quale il referendum sulla legge elettorale Italiana non da alcuna risposta
Questi sono i soli Default che interessano al movimento.
Personalmente aggiungo che uno dei nodi da sciogliere nel futuro sarà quello di dare una opportuna rappresentanza politica ed elettiva alle istanze rappresentate da questo movimento e così ben evidenziate Sabato 1 ottobre.
Sarà questa una nuova sinistra ? Sarà la cosiddetta sinistra plurale ? Sinceramente posso dire che più che i nomi dei contenitori,troppo spesso lasciati vuoti dei contenuti evocati dai loro stessi nomi,oggi è più che mai necessario ed importante salutare la nascita di un vero movimento di opposizione sociale al massacro sociale in atto. Senza ombra di dubbio un nuovo e sano protagonismo di base fondato su una piattaforma veramente alternativa, scevro da opportunismi e tatticismi politicistici di vertice funzionali alla partecipazione alla farsa della democrazia elettiva,di sicuro sarà uno stimolo e un banco di prova anche  per tutte quelle forze politiche della cosiddetta sinistra antagonista e di alternativa cancellata dal parlamento.  
Merito principale di questo movimento e del suo appello/progetto è stato quello di ‘rompere’ gli schemi anche e soprattutto a sinistra. Tutto ciò dimostra ancora una volta che non ci si può ulteriormente fossilizzare su dibattiti privi di progettualità alternative al dominio del mercato e inchiodati sul concetto del ‘meno peggio’.
Occorre saper indicare delle vie di uscita alla crisi in rotta di collisione con l’esistente.
Dobbiamo fermarli è l’unica novità politica,culturale e progettuale nello scenario della politica italiana, sul quale la base popolare e attivista della sinistra ‘antagonista’ ,che sembrava smarrita nel polverone della frantumazione , pare stia convergendo.
Mi auguro che il luogo politico ‘Dobbiamo Fermarli’ nelle sue varie articolazioni territoriali non diventi luogo e campo di battaglia di lotte all’egemonia tra le associazioni che sino ad ora hanno sostenuto e sottoscritto l’appello.
Sottopongo alcuni elementi che sarà opportuno approfondire all’interno di Unitiallabase
A livello territoriale si pone il problema di verificare se ‘unitiallabase’ deciderà di essere uno tra i soggetti che,appoggiando direttamente i 5 punti dell’appello dobbiamo fermarli,si proporrà come collettivo che si impegnerà nel lavoro di divulgazione,di stuio, di approfondimento e di condivisione di questo progetto, per presentarsi formalmente come soggetto promotore sia a livello regionale che nazionale , o se invece deciderà di demandare la partecipazione a questo progetto come attività di singole persone.
La mia sensazione è che Unitiallabase stia già incarnando lo spirito ed alcuni contenuti che il progetto Dobbiamo Fermarli sta esprimendo a livello nazionale. Tutto ciò a testimonianza che esiste una necessità diffusa nella cosiddetta ‘base’ popolare e attivista di rappresentare comunanza di intenti,sensazioni, sensibilità, in una parola di rappresentare ed alimentare una vera opposizione sociale che nasce quasi spontaneamente dal paese reale e che vuole in modo determinato e forte una vera svolta al modello attuale.
Dobbiamo Fermarli rappresenta, a mio avviso, ciò che è e vuol essere Unitiallabase a livello territoriale.
Furio Mocco  partecipante all’assemblea del 1 ottobre
Carcare 3 Ottobre 2011

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