I/le sottoscritti/e comunicano alla
presidenza del Comitato Direttivo Nazionale della Cgil la costituzione
dell'area programmatica “La Cgil che vogliamo, opposizione organizzata”. Detta
area fa riferimento alla minoranza congressuale “La Cgil che vogliamo” per la
propria collocazione negli equilibri postcongressuali della Confederazione e
per tutto ciò che ne deriva sul piano statutario, salvo nel distinguersi per
iniziativa autonoma, ai sensi di quanto previsto dallo stesso statuto per le
aree e aggregazioni successive ai congressi, con le seguenti caratteristiche e
obiettivi.
L'area ha lo scopo di organizzare ovunque
nella confederazione l'opposizione alla linea politica ed al gruppo dirigente
che hanno portato la Cgil alla più grave sconfitta del dopoguerra con la
controriforma del lavoro e la conseguente cancellazione dell'articolo 18 dello
Statuto dei lavoratori, Sconfitta ancor più grave perché seguita a quella sulle
pensioni e collocata in un quadro di politiche economiche che continuano a
colpire diritti e condizioni del mondo del lavoro.
Per l'area che si costituisce una delle
ragioni di questa sconfitta è la subalternità del gruppo dirigente della Cgil
al governo Monti ed al quadro politico che lo sostiene. Tale subalternità ha
impedito di dispiegare tutte le forze dell'organizzazione per contrastare un
governo che pratica politiche economiche ultraliberiste e antisociali, in
rappresentanza dei poteri forti del paese e dei dettati della Bce e della
finanza internazionale. L'opposizione ferma e rigorosa al governo Monti è
invece condizione per qualsiasi tenuta e ripresa dell'iniziativa sindacale a
tutela del lavoro.
L'area che si costituisce non condivide,
conseguentemente la politica unitaria con Cisl e Uil intrapresa dal gruppo
dirigente. Infatti i gruppi dirigenti di queste due organizzazioni sono responsabili
del fiancheggiamento al governo Berlusconi, e hanno condiviso la politica
antisindacale e distruttrice dei diritti della Fiat. Una unità di vertice con
Cisl e Uil non può che produrre arretramenti del mondo del lavoro e infatti li
sta producendo. E' invece necessaria una politica di unità a partire dai luoghi
di lavoro esplicitamente indirizzata a contrastare e sconfiggere la linea della
“complicità” adottata da Cisl e e Uil, mentre la democrazia sindacale piena
deve diventare pregiudiziale rispetto ai rapporti unitari.
L'area che si costituisce denuncia inoltre
la progressiva burocratizzazione della vita interna dell'organizzazione, con
l'affermarsi di una logica di comando che colpisce il dissenso, la
partecipazione democratica e la creatività dei militanti e delle lavoratrici e
dei lavoratori. Al contrario proprio una fase difficile come questa dovrebbe
essere affrontata valorizzando al massimo tutte le esperienze di resistenza e
protagonismo nei luoghi di lavoro, facendo della democrazia la condizione
preliminare di ogni iniziativa.
L'area che si costituisce ritiene necessario
diffondere la critica nei confronti della linea politica e dell'operato del
gruppo dirigente fino ad affermare una sfiducia politica nei suoi confronti, e
intende portare nell'organizzazione questi propri giudizi così come garantito
dalla statuto e dalle delibere regolamentari ad esso allegate.
Nel prossimo settembre, successivamente alla
costituzione così argomentata, l'area di opposizione organizzata che oggi si
costituisce presenterà un proprio più compiuto documento programmatico.
Fabrizio Burattini, Giorgio
Cremaschi, Francesco De Simone, Eva Mamini, Annamaria Zavaglia,
componenti
del Comitato Direttivo Nazionale
2
luglio 2012
Nessun commento:
Posta un commento