venerdì 19 aprile 2013

MASTRAPASQUA BATTE CASSA AI MINISTERI VIGILANTI






MASTRAPASQUA BATTE CASSA AI MINISTERI VIGILANTI
I CONTI INPS MESSI A RISCHIO DALL’INTEGRAZIONE CON INPDAP

Il Presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua, lo ha scritto chiaro e tondo nella nota che ha inviato lo scorso 22 marzo ai Ministri Grilli e Fornero: i minori trasferimenti dalle casse statali, la riduzione dell’avanzo patrimoniale e la contrazione strutturale delle entrate contributive della gestione pubblica (ex INPDAP), mettono a rischio la tenuta dei conti e compromettono “…la più grande operazione di razionalizzazione del sistema previdenziale pubblico …”. Per questo ha chiesto ai ministeri vigilanti d’intervenire con ogni utile iniziativa.

La Corte dei conti aveva già lanciato l’allarme rispetto al bilancio di chiusura 2011 dell’INPDAP, che presentava un patrimonio netto in passivo di oltre 15 miliardi di Euro, mentre nel bilancio preventivo 2013 dell’INPS il passivo della gestione ex INPDAP è arrivato alla preoccupante cifra di 23,7 miliardi di Euro. Di questo passo, il patrimonio netto dell’INPS sarà esaurito in poco tempo.

USB si è opposta da subito all’integrazione dei due maggiori enti previdenziali, perché funzionale al disegno di smantellamento del sistema previdenziale pubblico, avviato con la Riforma Dini del 1995 e perfezionato nel tempo, da ultimo con la Riforma delle pensioni targata Monti-Fornero.

L’accorpamento dell’INPDAP con l’INPS non è utile a rilanciare la previdenza pubblica ma semmai ad affossarla. Si sono voluti scaricare sull’INPS i debiti delle amministrazioni statali. Il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego e il contemporaneo incremento del numero di pensioni, insieme ai mancati trasferimenti statali, hanno prodotto un passivo della gestione INPDAP che ora pesa sui conti INPS. Oltre a finanziare il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese private, il Governo dovrebbe finanziare il pagamento dei debiti tra pubbliche amministrazioni.

Per rilanciare la previdenza pubblica, per impedire che l’INPS si trasformi in un ente assistenziale che eroghi in prevalenza assegni pensionistici da fame, per cancellare il sistema contributivo di calcolo delle pensioni,  per restituire servizi ai cittadini, USB annuncia la proclamazione dello sciopero dei lavoratori dell’INPS. Saranno gli operatori della previdenza a dire al Paese che se non si mette mano al sistema previdenziale pubblico i poveri nell’età della vecchiaia in futuro aumenteranno in modo drammatico.

Roma, 12 aprile 2013                  (24/13)             USB Pubblico Impiego INPS

Ed ora la FIOM torna all’ovile!




Ed ora la FIOM torna all’ovile!
Dopo il patto tra produttori
arriva il patto tra concertatori?

Che la Fiom, nonostante i tentativi di camuffarsi da ala sinistra della CGIL promuovendo manifestazioni nazionali come quella del 18 maggio prossimo, fosse pienamente e strutturalmente all’interno della logica di subordinazione propria della sua confederazione, era chiaro a tutti coloro i quali in questi anni hanno guardato all’operato del sindacato guidato da Landini sulla base dei fatti concreti, fuori da ogni impostazione politica o ideologica.
Ora non può più sfuggire a nessuno la natura dell’ultima proposta partorita dalla FIOM e rivolta a FIM e UILM, per il ripristino di un patto di solidarietà, dalla stessa FIOM disdetto nel 2009, che vede al primo punto la riproposizione della riserva del 33% nelle elezioni delle RSU per concedere eletti anche a chi non ha ricevuti voti.
Davvero un’idea che rispecchia in pieno la domanda di partecipazione, di democrazia reale, di sburocratizzazione, che viene dai lavoratori, dai giovani, dai precari, alla faccia del criterio una testa un voto!
Ma il vero scopo di queste avances viene fuori andando a leggere gli altri punti del patto: iniziativa comune verso Federmeccanica per il riconoscimento dei diritti e delle agibilità alla FIOM, in cambio delle quali quest’ultima si impegna a ritirare tutte le azioni giudiziarie in corso e condizione “ per la possibile costruzione di un corretto clima di relazioni…anche nello spirito e nell’ambito di quanto previsto dall’accordo interconfederale del 28 Giugno 2011” a suo tempo firmato dalla CGIL e criticato dalla FIOM.
Lo stesso accordo che prevede lo svuotamento dei contratti nazionali attraverso un mondo di deroghe, la defiscalizzazione/decontribuzione del salario di produttività in base a parametri per nulla oggettivi, lasciata alla valutazione soggettiva dell’azienda libera d’imporre aumenti degli orari e dei carichi di lavoro e cioè del maggiore sfruttamento di sempre meno lavoratori, come ha dimostrato tutta la vicenda FIAT/Marchionne, seguita poi da tante altre aziende.
Un bel passo in avanti non c’è dubbio che ben si inserisce nella proposta del Patto tra Produttori avanzata da Confindustria e ben accolta dalla troika di casa nostra, Camusso/Bonanni/Angeletti.
Ritorna sotto altre vesti la concertazione, ci risiamo con gli aiuti all’impresa, ci risiamo con la politica dei redditi.
Ma quanto ancora dovremo pagare per dare ossigeno ad una masnada di prenditori che solo negli ultimi 20 anni, in accordo con tutti i governi e con CGIL CISL UIL ha prodotto deindustrializzazione, privatizzazioni, precarietà, licenziamenti, disoccupazione, distruzione dei servizi sociali, impoverimento generale.
Roma, 17 aprile 2013
Fino a quando glielo permetteremo?
Unione Sindacale di Base Lavoro Privato

sabato 13 aprile 2013

Governassimo CGIL CISL UIL Confindustria? No grazie.

Sabato 13 Aprile 2013 12:12
Intervista di Giorgio Cremaschi a Fabio Sebastiani
Cosa pensi della nuova ipotesi di patto sociale tra sindacati e Confindustria?
E’ una sorta di governissimo del ceto burocratico sindacale. Una mossa che porta allo scoperto la crisi di rappresentanza, di consenso e di iniziativa di queste organizzazioni. Mi pare che che cerchino di sorreggersi l’una con l’altra. (...)  continua

venerdì 12 aprile 2013

Quando la FIOM fa come Marchionne…




La FIOM si lamenta quando viene messa alla porta da Marchionne, ma poi in tanti luoghi di lavoro è la prima ad accordarsi con il padrone per cacciare i sindacati che possono dare fastidio.
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