martedì 23 aprile 2013
venerdì 19 aprile 2013
MASTRAPASQUA BATTE CASSA AI MINISTERI VIGILANTI
MASTRAPASQUA BATTE CASSA
AI MINISTERI VIGILANTI
I CONTI INPS MESSI A
RISCHIO DALL’INTEGRAZIONE CON INPDAP
Il Presidente dell’INPS, Antonio
Mastrapasqua, lo ha scritto chiaro e tondo nella nota che ha inviato lo scorso
22 marzo ai Ministri Grilli e Fornero: i minori trasferimenti dalle casse
statali, la riduzione dell’avanzo patrimoniale e la contrazione strutturale
delle entrate contributive della gestione pubblica (ex INPDAP), mettono a
rischio la tenuta dei conti e compromettono “…la più grande operazione di
razionalizzazione del sistema previdenziale pubblico …”. Per questo
ha chiesto ai ministeri vigilanti d’intervenire con ogni utile iniziativa.
La Corte dei conti aveva già
lanciato l’allarme rispetto al bilancio di chiusura 2011 dell’INPDAP, che presentava
un patrimonio netto in passivo di oltre 15 miliardi di Euro, mentre nel
bilancio preventivo 2013 dell’INPS il passivo della gestione ex INPDAP è
arrivato alla preoccupante cifra di 23,7 miliardi di Euro. Di questo passo, il
patrimonio netto dell’INPS sarà esaurito in poco tempo.
USB si è opposta da subito all’integrazione
dei due maggiori enti previdenziali, perché funzionale al disegno di
smantellamento del sistema previdenziale pubblico, avviato con la Riforma Dini
del 1995 e perfezionato nel tempo, da ultimo con la Riforma delle pensioni
targata Monti-Fornero.
L’accorpamento dell’INPDAP con
l’INPS non è utile a rilanciare la previdenza pubblica ma semmai ad affossarla.
Si sono voluti scaricare sull’INPS i debiti delle amministrazioni statali. Il
blocco delle assunzioni nel pubblico impiego e il contemporaneo incremento del
numero di pensioni, insieme ai mancati trasferimenti statali, hanno prodotto un
passivo della gestione INPDAP che ora pesa sui conti INPS. Oltre a finanziare
il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle
imprese private, il Governo dovrebbe finanziare il pagamento dei debiti tra
pubbliche amministrazioni.
Per rilanciare la previdenza
pubblica, per impedire che l’INPS si trasformi in un ente assistenziale che
eroghi in prevalenza assegni pensionistici da fame, per cancellare il sistema contributivo
di calcolo delle pensioni, per
restituire servizi ai cittadini, USB annuncia la proclamazione dello sciopero
dei lavoratori dell’INPS. Saranno gli operatori della previdenza a dire al
Paese che se non si mette mano al sistema previdenziale pubblico i poveri nell’età
della vecchiaia in futuro aumenteranno in modo drammatico.
Roma, 12 aprile 2013 (24/13) USB Pubblico Impiego INPS
Ed ora la FIOM torna all’ovile!
Ed
ora la FIOM torna all’ovile!
Dopo
il patto tra produttori
arriva
il patto tra concertatori?
Che
la Fiom, nonostante i tentativi di camuffarsi da ala sinistra della
CGIL promuovendo manifestazioni nazionali come quella del 18 maggio
prossimo, fosse pienamente e strutturalmente all’interno della
logica di subordinazione propria della sua confederazione, era chiaro
a tutti coloro i quali in questi anni hanno guardato all’operato
del sindacato guidato da Landini sulla base dei fatti concreti, fuori
da ogni impostazione politica o ideologica.
Ora
non può più sfuggire a nessuno la natura dell’ultima proposta
partorita dalla FIOM e rivolta a FIM e UILM, per il ripristino di un
patto di solidarietà, dalla stessa FIOM disdetto nel 2009, che vede
al primo punto la riproposizione della riserva del 33% nelle elezioni
delle RSU per concedere eletti anche a chi non ha ricevuti voti.
Davvero
un’idea che rispecchia in pieno la domanda di partecipazione, di
democrazia reale, di sburocratizzazione, che viene dai lavoratori,
dai giovani, dai precari, alla faccia del criterio una testa un voto!
Ma
il vero scopo di queste avances viene fuori andando a leggere gli
altri punti del patto: iniziativa
comune verso Federmeccanica per
il riconoscimento dei diritti e delle agibilità alla FIOM, in cambio
delle quali quest’ultima si impegna a ritirare tutte le azioni
giudiziarie in corso e condizione
“ per la possibile costruzione di un corretto clima di
relazioni…anche nello spirito e nell’ambito di quanto previsto
dall’accordo interconfederale del 28 Giugno 2011”
a suo tempo firmato dalla CGIL e criticato dalla FIOM.
Lo
stesso accordo che prevede lo svuotamento dei contratti nazionali
attraverso un mondo di deroghe, la defiscalizzazione/decontribuzione
del salario di produttività in base a parametri per nulla oggettivi,
lasciata alla valutazione soggettiva dell’azienda libera d’imporre
aumenti degli orari e dei carichi di lavoro e cioè del maggiore
sfruttamento di sempre meno lavoratori, come ha dimostrato tutta la
vicenda FIAT/Marchionne, seguita poi da tante altre aziende.
Un
bel passo in avanti non c’è dubbio che ben si inserisce nella
proposta del Patto tra Produttori avanzata da Confindustria e ben
accolta dalla troika di casa nostra, Camusso/Bonanni/Angeletti.
Ritorna
sotto altre vesti la concertazione, ci risiamo con gli aiuti
all’impresa, ci risiamo con la politica dei redditi.
Ma
quanto ancora dovremo pagare per dare ossigeno ad una masnada di
prenditori che
solo negli ultimi 20 anni, in accordo con tutti i governi e con CGIL
CISL UIL ha prodotto deindustrializzazione, privatizzazioni,
precarietà, licenziamenti, disoccupazione, distruzione dei servizi
sociali, impoverimento generale.
Roma,
17 aprile 2013
Fino
a quando glielo permetteremo?
Unione
Sindacale di Base Lavoro Privato
lunedì 15 aprile 2013
Per un movimento politico anticapitalista e libertario
Dichiarazione comune
Leggi il documento
Annuncio/intevista a Giorgio Cremaschi
sabato 13 aprile 2013
Governassimo CGIL CISL UIL Confindustria? No grazie.
Sabato 13 Aprile 2013 12:12
Intervista di Giorgio Cremaschi a Fabio Sebastiani
Cosa pensi della nuova ipotesi di patto sociale tra sindacati e Confindustria?
E’
una sorta di governissimo del ceto burocratico sindacale. Una mossa che
porta allo scoperto la crisi di rappresentanza, di consenso e di
iniziativa di queste organizzazioni. Mi pare che che cerchino di
sorreggersi l’una con l’altra. (...) continua
venerdì 12 aprile 2013
Quando la FIOM fa come Marchionne…
La FIOM si lamenta quando viene messa alla porta da Marchionne, ma poi in tanti luoghi di lavoro è la prima ad accordarsi con il padrone per cacciare i sindacati che possono dare fastidio.
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